Introduzione

Per poter suonare un qualsiasi strumento anche a livello amatoriale non si puo' prescindere da un minimo di conoscenza di teoria musicale. Quanto segue e' quello che riteniamo indispensabile. E' veramente l'essenziale ma va ben compreso e tenuto sempre presente.

Note Musicali

Il suono viene definito come la sensazione uditiva data dalla vibrazione di un corpo in oscillazione. L'altezza di un suono e' la caratteristica che ci permette di distinguere se un suono è acuto o grave e dipende dalla frequenza dell'onda sonora che lo ha generato (maggiore la frequenza, più il suono ci sembrerà acuto e viceversa). Le note musicali sono dei simboli usati per rappresentare un suono. Esse sono sette e sono indicate con i seguenti simboli (nella seconda linea e' riportata la notazione anglosassone):

DO RE MI FA SOL LA SI
C D E F G A B

Scale Musicali

Una scala musicale non e' altro che una successione di note. Esistono numerosi tipi di scale, noi cominciamo con illustrare la cosiddetta scala maggiore in particolare quella di Do maggiore. Essa puo' essere facilmente riprodotta pigiando i tasti bianchi di un pianoforte come illustrato di seguito:
 
 
 
 
 

Come potete osservare la scala (formata da otto note) comincia con DO e finisce con DO, quest'ultimo ha un suono piu' acuto e viene indicato come l'ottava superiore della scala. A partire da quest'ultimo Do troverete una successione identica di tasti e potete suonare un'altra scala di Do piu' acuta rispetto alla precedente. La prima nota di una scala (cioe' quella che identifica la scala) viene detta TONICA. Quindi DO e' la tonica della scala di DO maggiore.

Toni e semitoni

Avrete notato che, a parte due eccezioni, i tasti bianchi sono separati da un tasto nero.

Il tasto nero riproduce un suono che e' intermedio alle note che separa. Al suono corrispondente ad un tasto nero non viene assegnato un nome particolare ma viene indicato aggiungendo il segno di diesis (#) alla nota che lo precede oppure il segno di bemolle (b) alla nota seguente. Ad esempio, il tasto nero fra Do e Re e' indicato come Do# oppure Reb.

 

 
 

La distanza (intervallo) che esiste fra DO e DO# viene detta SEMITONO, il semitono rappresenta la distanza piu' piccola facilmente distinguibile fra due suoni. Anche la distanza che esiste fra DO# (REb) e RE rappresenta un semitono. Ne segue quindi che fra DO e RE esiste la distanza di un TONO. Generalizzando, possiamo dire che ogni volta che due note sono separate da un tasto nero ci troviamo di fronte ad un intervallo di un tono. La distanza fra MI e FA e SI e DO e' invece di un semitono (assenza di tasto nero).

Note enarmoniche

Le note con nome diverso ma di eguale altezza come DO# e REb sono dette enarmoniche.

Il diesis ed il bemolle vengono chiamati SEGNI DI ALTERAZIONE, il diesis aumenta di un semitono la nota considerata mentre il bemolle la diminuisce di un semitono. Riepilogando,

Scale maggiori

Rivediamo la scala di Do maggiore:

 
 
 
 
 

Essa e' caratterizzata da intervalli ben precisi fra le note, riassunti in questa tabella

Scala DO maggiore
1a   2a   3a   4a   5a   6a   7a   8a
Do T Re T Mi S Fa T Sol T La T Si S Do

Notate che il semitono esiste solo fra terza e quarta e settima ed ottava.

Ogni scala per essere maggiore deve conservare la stessa distanza fra le note. Ad esempio, la scala di RE maggiore e' costituita dalle seguenti note:

Scala RE maggiore
1a   2a   3a   4a   5a   6a   7a   8a
Re T Mi T Fa# S Sol T La T Si T Do# S Re

Se avete ben compreso quanto detto finora dovreste essere in grado di costruire una qualsiasi scala maggiore. Basta partire dalla tonica (la nota che identifica la scala) e mantenere la stessa distanza fra le note.

Intervalli

In musica un intervallo è la differenza in altezza tra due note. Quando le due note suonano simultaneamente l'intervallo si dice armonico mentre quando suonano una dopo l'altra l'intervallo si dice melodico.

Gli intervalli naturali sono rappresentati dal numero di note esistenti fra una nota e l'altra di una scala maggiore (partendo dalla piu bassa alla piu alta). Prendendo ad esempio la scala maggiore di DO:

Scala DO maggiore
1a   2a   3a   4a   5a   6a   7a   8a
Do T Re T Mi S Fa T Sol T La T Si S Do

abbiamo che DO-RE rappresenta un intervallo di seconda, DO-MI un intervallo di terza e DO-FA uno di quarta etc. Quando cercate di stabilire mentalmente un intervallo ricordate sempre che fra la terza e la quarta e la settima e l'ottava di una qualsiasi scala maggiore esiste un solo semitono. Quindi, ad esempio, la quarta della scala di MIb e' LAb e non LA:

Scala MIb maggiore
1a   2a   3a   4a   5a   6a   7a   8a
Mib T Fa T Sol S Lab T Sib T Do T Re S Mib

Nota: Esistono anche intervalli piu'ampi dell'ottava (ad es., nona, undicesima, tredicesima). Questi non sono altro che gli intervalli gia visti trasportati all'ottava superiore. Ad esempio, la nona corrisponde alla seconda dell'ottava superiore mentre la tredicesima corrisponde alla sesta dell'ottava superiore.

Classificazione intervalli

Oltre alle scale maggiori esistono altri tipi di scale fra cui quelle minori (che vedremo in dettaglio piu' avanti). Qui paragoniamo la scala di Do maggiore (+) con quella di Do minore (-) naturale:

  1a 2a 3a 4a 5a 6a 7a
DO + Do Re Mi Fa Sol La Si
DO-
Do Re Mib Fa Sol Lab Sib

In genere nel passaggio da una scala maggiore alla rispettiva minore gli intervalli di quarta e quinta appaiono immutati ed e' per questo che vengono definiti giusti. Invece gli altri intervalli, nel passagio alla scala minore vengono diminuite di un semitono ed e' per questo che vengono definiti maggiori. Quindi gli intervalli naturali vengono distinti in giusti (quarta e quinta) e maggiori (seconda, terza, sesta e settima). Nella seguente tabella viene data la classificazione dei differenti intervalli e la loro distanza in toni e semitoni

Int = intervallo, T = tono, S = semitono
Int Distanza Classe
2a 1 T Magg.
3a 2 T Magg.
4a 2 T e 1 S Giusto
5a 3 T e 1 S Giusto
6a 4 T e 1 S Magg.
7a 5 T e 1 S Magg.
8a 5 T e 2 S (6 T) Giusto

Alterazione intervalli

Intervalli giusti:

Quando si altera la nota superiore di un intervallo giusto aumentandola di un semitono, esso diventa aumentato (eccedente). Se invece la si abbassa di un semitono esso diventa diminuito. Ad esempio, nel caso dell'intervallo di quinta della scala maggiore di Do, abbiamo

Intervallo di quinta Note
Giusto DO-SOL
Aumentato DO-SOL#
Diminuito DO-SOLb

Intervalli maggiori

Nel caso di questi intervalli la diminuzione di un semitono porta ad intervalli minori, per renderli diminuiti bisogna diminuire ancora di un semitono. Ad esempio,

Intervallo di settima Note
Maggiore DO-SI
Minore DO-SIb
Diminuito DO-LA

Questi intervalli diventano anch'essi aumentati (eccedenti) se si aumenta di un semitono la nota superiore.

Nota: Esistono anche intervalli piu'ampi dell'ottava (ad es., nona, undicesima, tredicesima). Questi non sono altro che gli intervalli gia visti trasportati all'ottava superiore. Ad esempio, la tredicesima corrisponde alla sesta dell'ottava superiore e quindi la tredicesima come la sesta potra' essere maggiore, minore eccedente o diminuita.

Considerazioni finali

Quella esposta sopra e' praticamente tutta la teoria che dovete conoscere per seguire questo corso:

Le sette note, la scala di Do maggiore;

Le note enarmoniche (ad es., Fa# = Solb, REb = Do#, etc.);

Il significato di intervallo, giusto, maggiore, diminuito etc.

Esercitazioni teoriche

Vericare che la scala maggiore di Sib inizia con le seguenti note: Sib, Re.

Soluzione

Quale scala maggiore ha come terza nota Mib?

Soluzione

Se aumentiamo di un tono tutte le note della scala di Do# maggiore otteniamo ancora una scala maggiore?

Soluzione

Dob e Si indicano la stessa nota?

Soluzione